Dic
17
AMD nel mondo: Africa

Nell’ultimo report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dedicato alla vista (World Report On Vision), la degenerazione maculare senile (AMD) è tra le più importanti cause di cecità al mondo.

Si stima che ci sarà un importante aumento dei casi di AMD a livello globale, fino a raggiungere i 243,4 milioni nel 2030. Un dato molto importante per capire quanto l’invecchiamento della popolazione mondiale possa portare dei sostanziali cambiamenti.

Le regioni del mondo a basso reddito risultano essere anch’esse molto colpite, sia per fattori sociali, che ambientali o economici. Le malattie del segmento posteriore, tra cui l’AMD, sono state riconosciute come un’importante causa di cecità in Africa, anche se difficili da quantificare a causa delle i difficoltà nel reperimento dei dati. 

Non ci sono dati

Al momento attuale esistono solo tre studi epidemiologici sulla AMD, basati su tre ospedali in tre città diverse: uno in Kenya, uno in Nigeria e uno in Sud Africa

Questi tre studi hanno rilevato che l’AMD è una causa molto importante di cecità nella popolazione africana anziana ma, essendo focalizzati su persone che volontariamente si sono presentate in un ospedale di una città per problemi alla vista, non danno il quadro generale della situazione, né a livello locale, né tantomeno a livello del continente.

Fattori sociali ed economici

Africa

Esistono ancora molte zone rurali in Africa e coloro che le abitano impiegano anche giorni di viaggio per arrivare nel primo centro urbano dotato di un ospedale.

Altre persone invece abitano sì nelle città, ma non hanno abbastanza disponibilità economica per sottoporsi ad un trattamento.

Anche se gli studi sopracitati non sono esemplificativi di tutto il continente africano, è risultato che le donne sono più colpite dalla malattia. Questo perché tendono ad avere una minore disponibilità economica e libertà di movimento rispetto agli uomini.

La AMD è una malattia che colpisce gli anziani, che hanno un numero non indifferente di difficoltà da affrontare per poter ricevere un trattamento o sottoporsi ad una visita. Senza contare che i primi stadi della malattia sono asintomatici.

Difficoltà nella diagnostica e nei trattamenti

Rispetto al trattare chirurgicamente una cataratta, diagnosticare e trattare una AMD è decisamente più costoso.

Non esiste una cura vera e propria per l’AMD. Le iniezioni intravitreali di anti-VEGF, o una terapia di supporto con integratori risultano essere un peso economico non indifferente per un’area come l’Africa e per la sua popolazione.

Gli stessi strumenti diagnostici, primo tra tutti l’OCT, non sono presenti in tutte le strutture ospedaliere, in quanto troppo costosi per i sistemi sanitari locali.  Ciò rende difficile la rilevazione della malattia. Gli stessi oftalmologi in Africa sono molto pochi e non dispongono di attrezzature e infrastrutture adeguate.

Le iniezioni intravitreali

Il problema principale nel sottoporre un paziente africano a iniezioni intravitreali non è tanto nel costo del farmaco. Lo studio del Kenya ha rilevato in realtà che il bevacizumab è efficace e relativamente poco costoso. Il problema invece sta proprio nel “come”.

Fare iniezioni intravitreali nella casa del paziente in un remoto villaggio lontano dalla città non è possibile. Questo perché il paziente potrebbe andare incontro a seri problemi di infezione, primo tra tutti l’endoftalmite. Senza contare che sarebbe difficile per il medico programmare le iniezioni se c’è bisogno di un così consistente tempo di spostamento.

Di cosa ha bisogno l’Africa

Africa

Il problema dell’AMD in Africa esiste e al momento non è sufficientemente contrastato. C’è bisogno di più studi e dati generici che possano confermare che l’AMD è una delle cause principali di cecità nella popolazione africana, e costruire le basi per una risposta.

Gli oftalmologi africani necessitano di più possibilità e di essere ascoltati nei loro bisogni in modo da poter garantire le migliori cure ai loro pazienti.

Tuttavia, molte onlus in questi anni si sono occupate dei pazienti africani supportando il lavoro dei sistemi sanitari e lavorando nel contesto del progetto VISION2020 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. È importante continuare a lavorare in questo senso, per salvare il più possibile la vista a tante persone, dando loro una speranza.