Gen
07
IOP e iniezioni intravitreali

IOP

L’ IOP (o pressione intraoculare) è un elemento molto importante per la salute del nostro occhio.

Si tratta infatti della pressione garantita dalla produzione dell’umore acqueo, un liquido che risiede nella parte anteriore del nostro occhio, tra la cornea e il cristallino e che viene regolata da una speciale valvola posta tra l’iride e la cornea: il trabecolato.

È grazie alla capacità del trabecolato di drenare e far defluire l’umor acqueo che l’occhio riesce a mantenersi in equilibrio. Quando il trabecolato inizia a funzionare male o viene in qualche modo ostruito si parla di glaucoma.

Quando si verifica una variazione nella pressione dell’occhio, un trabecolato sano si attiva e, comportandosi come una valvola, ripristina gradualmente la pressione alla normalità.

Le iniezioni intravitreali

Come si fanno le iniezioni intravitreali

Quando un paziente soffre di una patologia retinica è molto probabile che si debba sottoporre ad una terapia con un ciclo di iniezioni intravitreali. Si tratta di un’iniezione del farmaco all’interno dell’occhio, tra la zona della retina da curare e l’umor vitreo, una sostanza trasparente e gelatinosa della parte posteriore dell’occhio. 

Anche se si sta parlando di una dose di farmaco estremamente ridotta, l’iniezione intraoculare comunque inietta del liquido, con il suo volume, all’interno di un sistema chiuso e sotto pressione controllata.

È stato infatti documentato un aumento dell’IOP dopo ogni iniezione. Questo fenomeno, tuttavia, nella maggior parte dei casi non è assolutamente allarmante.

Cortisone

Uno dei farmaci che possono essere iniettati nell’occhio è il cortisone. La letteratura ha notato un aumento non solo causato dal volume del farmaco iniettato, ma anche dall’azione del principio attivo. Questo causa un aumento leggermente prolungato dell’IOP, ma sempre transitorio.

Anti-VEGF

Gli anti-VEGF sono un gruppo di farmaci essenziali per il trattamento di molte patologie neovascolari della retina. Recenti studi hanno notato un aumento della pressione intraoculare unicamente causato dal volume del farmaco iniettato, e non per l’azione del principio attivo.

Chi si sottopone ad un’iniezione intravitreale di anti-VEGF registra un aumento della pressione intraoculare per circa 45 minuti, passati i quali la pressione torna normale grazie all’ottimo lavoro del trabecolato.

Quando c’è un glaucoma

Nel caso di pazienti invece che soffrono di un malfunzionamento o di un’ostruzione del trabecolato, la situazione si fa leggermente più spinosa.

Esistono infatti due forme di glaucoma, una cronica, chiamata ad angolo aperto, e una acuta chiamata ad angolo chiuso. In entrambi i casi lo specialista, prima di un’iniezione intravitreale, è ben preparato e sa cosa fare.

Nel glaucoma ad angolo aperto il trabecolato non funziona perfettamente. In questo caso lo specialista fornisce una terapia per aiutare a ridurre la pressione intraoculare prima di fare l’iniezione intravitreale, in modo da compensare ed aiutare il trabecolato a fare il suo lavoro nonostante le difficoltà.

Nel glaucoma acuto, o ad angolo chiuso, invece il trabecolato viene improvvisamente ostruito dal cristallino, che spingendo sull’iride fa da “tappo” e fa crescere la pressione in modo vertiginoso.

Quali possono essere i problemi?

La situazione rappresenta un’emergenza medica in quanto il paziente può rischiare un danno alla retina repentino. Un’operazione chirurgia immediata è la soluzione per un attacco di glaucoma acuto.

In questo caso, prima di ripristinare la terapia intravitreale il medico specialista deve essere sicuro che la situazione sia tornata alla normalità e che l’iniezione intravitreale non possa nuovamente scatenare un attacco di glaucoma.