Feb
04
La Retinopatia del Prematuro

Un bambino che nasce prematuro è in una fase estremamente delicata della vita. Venire alla luce prima del tempo può infatti mettere a repentaglio non solo la salute ma anche la vita del piccolo paziente. 

La medicina moderna, fortunatamente, è sempre ben preparata all’evenienza e, grazie all’invenzione delle incubatrici ormai due secoli fa, la mortalità infantile legata a questo problema è drasticamente diminuita. A volte, tuttavia, l’incubatrice non riesce a scongiurare alcune problematiche che possono verificarsi in un bambino nato pretermine.

Questo è un fatto ben noto agli specialisti, ed infatti quando un bambino nasce prima dei nove mesi di gravidanza molte figure professionali si susseguono a condurre minuziose e delicate analisi sui piccoli pazienti, in modo da evitare qualsiasi problematica legata alla sua condizione.

Uno dei problemi tra i più gravi è la ROP, o Retinopatia del Prematuro.

Pazienti di cristallo

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Si tratta di una patologia legata alla formazione dei capillari della retina che può colpire un singolo occhio. A volte colpisce il bambino ad entrambi gli occhi. 

È una condizione che può avere diverse cause, tra cui il peso corporeo – sotto i 1250 grammi il rischio è alto – e anche l’ossigenazione a cui il neonato viene sottoposto proprio per mantenerlo in vita all’interno dell’incubatrice.

Questa malattia infatti è caratterizzata dalla crescita incontrollata dei capillari in tutta la retina fino alla zona periferica, che, se non diagnosticata e presa per tempo, può causare il distacco della retina e di conseguenza portare il neonato alla cecità.

Una diagnosi non semplice

Una delle problematiche maggiori nella diagnosi di questa patologia è che il neonato è ovviamente incapace di manifestare e riferire i sintomi legati a questa proliferazione, come la perdita progressiva della vista. È quindi molto importante mantenere il piccolo paziente ben monitorato per poter reagire tempestivamente al problema ed evitare che questo possa causare danni irreversibili.

L’esame stesso è un’operazione difficile e delicata. Si deve analizzare la retina con un esame del fondo oculare su un paziente piccolissimo ed estremamente delicato. Esiste la figura dell’oftalmologo pediatra, che è specializzato proprio nel trattare con i più piccolini ed è perfettamente preparato a queste evenienze.

Una malattia sempre più curabile

Esistono diversi approcci alla malattia, a seconda della fase di sviluppo. Bisogna ricordare che questa malattia si può sviluppare in un tempo brevissimo ed è questione di settimane prima che diventi irreversibile.

Al momento a disposizione esistono dei metodi per “bloccare” la malattia, come il criotrattamento e l’utilizzo del laser per cauterizzare i nuovi vasi sanguigni e fermare la loro corsa. Negli stadi più avanzati sarà invece necessario rimuovere il vitreo e trattare per scongiurare il distacco della retina.

L’ultima avanguardia

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L’ultima grande frontiera nel trattamento della retinopatia del prematuro riguarda proprio lo stesso approccio che si ha con malattie della retina, come la degenerazione maculare senile neovascolare (o AMD umida). È infatti recentemente stato approvato dalle agenzie del farmaco più importanti l’utilizzo dei farmaci anti-VEGF tramite iniezioni intravitreali.

Grazie a questo trattamento è infatti possibile bloccare più efficacemente la crescita dei capillari e salvare la vista al piccolo paziente.

La retinopatia del prematuro è una patologia terribile, che ha condannato alla cecità molte persone anche famose, come ad esempio Stevie Wonder. Oggi, invece, grazie alle più recenti scoperte mediche, questa malattia può essere contrastata con successo.