Ott
22
OCTA: l’angiografia OCT

Tra tutti i macchinari diagnostici a disposizione dell’oculista, l’OCTA è sicuramente tra i più innovativi, recenti e sofisticati.

Questo macchinario, di recentissima ideazione, ha iniziato da poco a farsi strada nelle cliniche e negli ambulatori di tutto il mondo grazie ad un semplice ma essenziale vantaggio che può dare al medico: l’angiografia, ovvero l’osservazione della microcircolazione sanguigna dell’occhio.

L’angiografia è un esame molto importante perché può individuare patologie altrimenti quasi impossibili da diagnosticare. Fino ad oggi era un esame invasivo, che richiedeva l’iniezione endovena di liquido di contrasto e particolari apparecchiature fotografiche. 

Da quando ha fatto la sua comparsa sul mercato, l’OCTA sta lentamente soppiantando questo tipo di esame invasivo. Questo perché, grazie alla sua tecnologia laser, è ora possibile effettuare un’angiografia senza bisogno di iniettare un mezzo di contrasto

Non invasivo

Questa nuovissima tecnologia è in grado di vedere il flusso sanguigno all’interno dei capillari sottilissimi della retina. Lo fa infatti sfruttando una tecnologia pre-esistente, ma potenziata appositamente per questo scopo.

OCTA infatti sta per Optical Coherence Tomography Angiography, ed è l’evoluzione del sistema OCT.

Oltre ad avere tutte le funzioni del suo predecessore, l’OCTA sfrutta la stessa tecnologia laser per catturare l’immagine di ogni singolo capillare della parte posteriore dell’occhio con una definizione ottima.

Questo permette allo specialista di analizzare ed individuare i problemi della retina come se stesse guardando un’angiografia, ma senza dover iniettare liquidi di contrasto nel flusso sanguigno del paziente.

Veloce

IMG2 OCTA

Questo macchinario permette di effettuare un completo esame della microcircolazione dell’occhio in una trentina di secondi, contro le due e più ore della normale angiografia. Richiede inoltre una minima preparazione per il paziente, che deve semplicemente guardare verso l’apparecchio mentre lo specialista raccoglie i dati.

In certi casi può essere necessario l’uso di qualche collirio per dilatare la pupilla, e niente di più. Si tratta di un esame talmente semplice che può essere effettuato da un tecnico dell’ambulatorio.

Preciso

Questa tecnologia è così precisa e avanzata che riesce a fornire allo specialista una rappresentazione a più strati della parte posteriore dell’occhio. L’OCTA infatti raccogliere un’immagine tridimensionale della zona analizzata da cui l’oculista può scegliere di analizzare separatamente ogni strato, e di poter studiare ogni capillare.

Rivoluzionario?

L’OCTA non ha spazzato via l’angiografia. Questo tipo di macchinario è infatti estremamente innovativo e la sua tecnologia tende ad essere molto costosa.

È inoltre difficile da gestire: questo tipo di macchinario è infatti molto sofisticato e complesso e richiede del tempo per capirlo e saperlo usare al meglio. Molti oftalmologi infatti ancora oggi si affidano più alla tradizionale angiografia in quanto è più semplice da interpretare.

IMG3 OCTA

Tuttavia, è ragionevole prevedere che con il passare degli anni l’angiografia tradizionale con il liquido di contrasto verrà sempre meno utilizzata in oftalmologia e sarà gradualmente soppiantata dalla nuova tecnologia dell’OCTA. 

Piano piano infatti l’OCTA si sta diffondendo negli ambulatori e nelle cliniche di tutto il mondo. Come per tutte le nuove tecnologie, è solo questione di tempo.